ConsoleSenzaAccesso in Web.config: rimetterla a False prima della pubblicazione.Per chi amministra il portale. Il cittadino ha la sua guida, in /guida.aspx, e parla d'altro: questa pagina sta dentro l'area riservata e non e' raggiungibile dalla consultazione pubblica.
ConsoleSenzaAccesso in Web.config vale True: nome utente, password e codice di verifica non vengono chiesti. Va rimessa a False prima di pubblicare il sito.L'accesso avviene in due passaggi. Prima nome utente e password; se sono corretti, il programma manda un codice di sei cifre all'indirizzo di posta registrato per quell'utenza e lo chiede nella schermata successiva.
Stato attuale delle utenze: 1 utenze attive
Le utenze non si gestiscono da qui: si usa lo strumento a riga di comando, sulla macchina dove sta il sito. Le password non vengono mai salvate, se ne conserva solo l'impronta (PBKDF2, 150.000 iterazioni, un sale diverso per ciascuno).
| Comando | Che cosa fa |
|---|---|
tools\gestione-utenti.ps1 -Elenco |
elenca le utenze e il loro stato |
tools\gestione-utenti.ps1 -Utente rossi -Email r.rossi@ente.it -Nome Mario -Cognome Rossi |
crea l'utenza o ne cambia la password; la password viene chiesta senza mostrarla a video |
tools\gestione-utenti.ps1 -Utente rossi -Sospendi |
sospende l'utenza senza cancellarla |
tools\gestione-utenti.ps1 -Utente rossi -Riattiva |
la rimette in servizio |
Web.config
l'impostazione ConsoleSenzaAccesso valga False e che esista almeno
un'utenza attiva con una password impostata. Con l'interruttore acceso chiunque conosca
l'indirizzo entra e modifica tutto.
L'invio del codice usa le impostazioni di posta di Web.config
(NotificheSmtp, NotifichePorta, NotificheMail).
Se la posta non parte, l'accesso si ferma al secondo passaggio: il messaggio lo dice
esplicitamente, invece di far credere a credenziali sbagliate.
E' la pagina di apertura e serve a capire in un colpo d'occhio che cosa manca. Mostra quante tavole sono pubblicate, quanti temi cartografici esistono, quante classi hanno un contenuto collegato e quanti temi non risultano pubblicati sul servizio cartografico.
Il riquadro Da sistemare segnala, quando ricorrono:
App_Data\config\temi-da-pubblicare.txt.Sono le rappresentazioni che il visualizzatore offre nel selettore in alto a destra. Da questa pagina si cambiano titolo, ordine di comparsa e pubblicazione.
Sono le rappresentazioni che nella versione precedente si chiamavano profili. Il riquadro Aggiungi una tavola in cima alla pagina chiede codice, titolo e ordine. Il codice identifica la tavola nella configurazione e nell'indirizzo del visualizzatore, non si cambia piu' dopo: conviene sceglierlo corto e parlante, come le tavole gia' presenti.
La tavola nasce vuota e nascosta: prima si aggiungono i gruppi e i livelli con il pulsante Livelli, poi si spunta Pubblicata e si salva. Cosi' nessuno la incontra sul portale mentre e' ancora a meta'.
Il pulsante di eliminazione su ciascuna riga toglie la tavola con tutti i suoi gruppi e
livelli, e con la scheda descrittiva collegata; viene chiesta conferma. L'operazione e'
immediata e non aspetta il salvataggio. Non si puo' eliminare l'ultima
tavola visibile, per la stessa ragione per cui non si possono nascondere tutte.
La configurazione precedente resta comunque in App_Data\config\storico.
Il pulsante Livelli apre la configurazione dei singoli livelli, raggruppati come in legenda. Per ciascuno:
| Campo | Significato |
|---|---|
| Livello | l'etichetta mostrata in legenda; sotto, in piccolo, il tema e se risulta pubblicato |
| Acceso | il livello e' visibile gia' all'apertura della mappa |
| Interrogabile | cliccando sulla mappa quel livello compare fra i risultati |
| Campo | l'attributo della feature da leggere, per esempio tipologia; si lascia vuoto quando tutte le feature del livello rimandano agli stessi contenuti |
| Classe | il tema dei contenuti collegati sotto cui cercare il valore letto dal campo |
| Articolo | articolo di norma valido per tutto il livello, quando non dipende dalla classe |
| Collegamento | allegato o indirizzo da aprire |
| Cartella | cartella di attachments da sfogliare |
Il filtro in cima nasconde le righe ma non le esclude dal salvataggio: parte sempre tutta la tabella. Se si segna interrogabile un livello senza campo, classe, articolo, collegamento e cartella, il salvataggio avviene lo stesso ma il messaggio avverte che quel livello mostrerebbe una scheda vuota.
E' il collegamento fra la legenda e il servizio cartografico. Per ogni tema:
la descrizione e' cio' che il cittadino legge, il livello
e' il nome del layer sul GeoServer, lo stile e' lo stile di disegno
(oppure XYZ per gli sfondi a tasselli, che non passano dal GeoServer).
Una descrizione lasciata vuota non fa sparire l'etichetta: viene rimpiazzata dall'identificativo del tema, come fa il visualizzatore.
Il pulsante Verifica sul GeoServer interroga il servizio all'indirizzo
/geoserver, workspace Sellano,
e riallinea l'indicazione "pubblicato" di ciascun tema.
Va fatta ogni volta che qualcuno carica nuovi dati sul servizio: senza, il portale continua a nascondere quei livelli. Se il GeoServer risponde senza elencare alcun livello, la verifica non cambia nulla, invece di spegnere tutto.
Come si stabilisce pubblicato / da pubblicare. Non si controlla se il
servizio risponde, e non si ricalcola nulla aprendo la pagina. Lo stato e' una
fotografia scattata da quel pulsante: la verifica chiede al GeoServer
l'elenco dei livelli del workspace (GetCapabilities), confronta ogni nome
con la colonna Livello e scrive il risultato in temi.xml, dove
resta fino alla verifica successiva. Accanto al pulsante e' indicata la data
dell'ultima. Se qualcuno pubblica un livello sul GeoServer adesso, il portale non se ne
accorge da solo.
Un tema che risulta da pubblicare non compare nel portale: ne' in legenda ne' sulla mappa. Quello che si vede fuori dall'area riservata e' soltanto cio' che e' completo.
Tav_OP\Operativo.shp e simili). Serve solo a chi gestisce il portale, per
sapere da quale elaborato ripartire quando un livello va rifatto: il portale non lo legge
mai e il cittadino non lo vede. Era stato scritto una volta sola al momento del
caricamento iniziale dei dati e non si poteva correggere; adesso e' un campo normale della
tabella, si modifica e si salva come la descrizione. Lasciarlo vuoto non rompe niente,
toglie soltanto quella traccia.
Governa che cosa compare quando il cittadino interroga un punto della mappa. E' il
dettaglio dei contenuti di un livello: le feature disegnate su uno stesso
livello non sono tutte uguali, e un livello delle strade puo' avere un campo
tipologia che distingue le primarie dalle secondarie, da mandare a norme
diverse. Il campo da leggere si indica sul livello, nella colonna Campo della
tavola, insieme al Tema sotto cui cercarne il valore; qui si scrive una riga per
ogni valore possibile.
La ricerca segue quindi la gerarchia tema → classe → feature: dal livello si prende il campo configurato, se ne legge il valore sulla feature interrogata, e quel valore viene cercato fra le classi del tema indicato. Se lo trova valgono i riferimenti di quella riga; se non lo trova, o se il livello non ha campo e classe, valgono i riferimenti scritti sul livello, uguali per tutte le sue feature.
Articolo, collegamento e cartella sono
gli stessi tre riferimenti che compaiono sul livello, e puntano agli stessi file: sul
livello si scrive la regola generale, qui l'eccezione. Si compilano con lo stesso riquadro
di scelta, che apre la cartella /attachments/art_norme.
| Campo | Significato |
|---|---|
| Tema / classe | la coppia che identifica la voce; non si modifica, si crea o si elimina |
| Descrizione | testo mostrato nella scheda di interrogazione |
| Articolo | nome del file in /attachments/art_norme, senza estensione |
| Collegamento | allegato o indirizzo |
| Cartella | cartella di elaborati da sfogliare |
Accanto al campo Articolo compare lo stato del file: html se esiste la versione convertita, solo rtf se c'e' ancora soltanto l'originale, file assente se non c'e' nulla. Quest'ultimo caso significa che il cittadino clicca e non ottiene niente: e' il controllo che evita di scoprirlo dalle segnalazioni.
L'eliminazione di una classe e' immediata e non aspetta il salvataggio: viene chiesta conferma. Un tema rimasto senza classi sparisce da solo.
I testi che il cittadino legge nella home e nella pagina di ciascuna tavola. L'elenco mostra una riga per tavola con le cose che si guardano di solito: titolo, codice, sommario, scala, atto e se l'immagine c'e' davvero. Un campo ancora vuoto non lascia un buco, lo dice in grigio. Facendo clic su una riga si apre il modulo di quella tavola; il pulsante in alto a destra le apre o le chiude tutte, e la casella accanto filtra su tutto il testo della riga.
Ogni riga si salva per conto suo, con il proprio pulsante: e' piu' facile capire che cosa si e' scritto, e un errore su una scheda non trascina le altre. Compaiono anche le tavole nascoste, segnate come tali: il testo di una tavola nuova si scrive prima di pubblicarla, non dopo.
E' l'editor dello stradario, del grafo stradale e dei numeri civici. Occupa tutto lo schermo e non scorre: stradario a sinistra, mappa al centro, scheda dell'elemento a destra.
Le vie sono la base di tutto: archi e civici non portano il nome, portano soltanto il codice della via, e il nome si risolve da qui. Per questo rinominare una via non richiede di propagare nulla e non esiste il caso di un nome rimasto indietro.
| Strumento | Che cosa fa |
|---|---|
| Naviga | sposta la mappa; cliccando un elemento se ne apre la scheda. Esc riporta sempre qui |
| Disegna un arco | traccia il tratto stradale, doppio clic per chiudere. Richiede una via attiva |
| Posiziona un civico | clic sul punto, poi il numero si scrive nella scheda a destra |
| Sposta | trascina un vertice di un arco, oppure un civico intero |
| Inserisci vertice | clic sull'arco nel punto dove serve la piega |
| Cancella vertice | clic vicino al vertice da togliere. Sotto i due vertici il comando si rifiuta |
| Spezza | divide l'arco nel punto cliccato |
| Unisci | clic sul primo arco, poi sul secondo |
| Elimina | toglie l'arco o il civico cliccato, con conferma |
| Aggiorna | rilegge gli elementi dell'area inquadrata e rimette in ordine gli strumenti: da premere se il disegno smette di agganciare i vertici |
| Ripulisci nodi | toglie i nodi rimasti isolati dopo le cancellazioni |
| Nomi delle vie | scrive il nome della via su ogni arco, a meta' del tratto, e dichiara (senza via) quelli che non ne hanno. E' il modo per accorgersi dei tratti spezzati: due segmenti attaccati con lo stesso nome sono quasi sempre un arco solo diviso per sbaglio, da unire. Agganciando un civico si accendono da sole e portano anche il numero, che li' e' quello che serve |
Gli elementi si caricano per l'area inquadrata: se la mappa e' troppo distante non compaiono, e il messaggio invita ad avvicinarsi. Non e' un limite da aggirare, e' cio' che evita di tirare giu' l'intero grafo a ogni spostamento.
La posizione di un civico gia' inserito si cambia in due modi:
L'aggancio all'arco e' un'altra cosa. Il programma sa proporre l'arco piu' vicino della stessa via, ma la prossimita' non e' una regola: un civico puo' affacciare su un tratto che geometricamente non e' il piu' vicino. Per questo nella scheda c'e' il campo Arco su cui affaccia, con tre modi di riempirlo:
Trascinando un civico l'arco non viene ricalcolato: se qualcuno l'aveva scelto a mano, spostare il punto di un metro non deve disfare quella decisione.
Sotto al grafo si possono mettere i temi del catalogo: ci sono tutti quelli risultati pubblicati sul servizio. Si scelgono nella finestra dello scambio dati, con due caselle affiancate: a sinistra i disponibili, in ordine alfabetico; a destra gli accesi. Si spostano con le frecce o con un doppio clic.
La casella di destra si legge come una legenda: il primo copre quelli sotto, e le frecce su e giu' ne cambiano la posizione. Un tema opaco messo in cima nasconde tutti gli altri, ed e' li' che si vede subito.
La scelta si ricorda. Ogni spostamento di voce viene salvato subito, e riaprendo l'editor si ritrova lo sfondo su cui si stava lavorando: chi ricalca su foto aerea non deve rifare la scelta ogni volta. La preferenza vale per tutta la console, non per il singolo operatore.
Finisce nell'impostazione toponomastica.sfondi di sito.xml,
dove si puo' anche scrivere a mano: identificativi dei temi separati da virgola. Li'
l'ordine e' quello di disegno, dal basso; nella casella compaiono rovesciati, perche' una
legenda si legge dall'alto. Cancellando l'impostazione si torna ai quattro di partenza:
territorio, strade, base catastale ed edifici.
Fra i temi c'e' anche la foto aerea. Non passa dal servizio cartografico: e' uno sfondo a tasselli, cioe' quadratini gia' pronti a zoom fissi, in un altro sistema di coordinate che la mappa riproietta da sola. Per ricalcare una strada che sul catastale non c'e' e' spesso l'unico riferimento disponibile. Va tenuta in fondo all'elenco, sotto tutto il resto: e' opaca e coprirebbe qualunque tema le stia sotto.
Un elenco di numeri civici si carica da Esporta e importa, elenco
Numeri civici, anche senza coordinate: basta lasciare vuote le
colonne x e y. Il civico entra in archivio con il suo numero, il
suo esponente e la sua via, e resta da posizionare. O tutte e due le
coordinate vuote o tutte e due compilate: una sola non e' un dato parziale, e' un dato
sbagliato, e viene rifiutata.
Conviene caricare invece di ribattere. Numero, esponente e via vengono dall'anagrafe e devono arrivare identici: e' li' che entrano gli errori di trascrizione, e un civico sbagliato e' un certificato sbagliato. La posizione invece la decide chi disegna, e si corregge quando serve.
Un civico senza posizione non compare sulla mappa e non si puo' interrogare: c'e' il numero, manca il punto.
Scelta una via nello stradario, se ha civici da posizionare compare il riquadro Da posizionare con la coda in ordine di numero. Il pulsante Posiziona sulla mappa, o lo strumento con l'elenco numerato nella barra, accende la modalita': da li' ogni clic mette a terra un civico e la coda si accorcia. Finita la coda si torna da soli alla navigazione.
Non si e' obbligati a seguire l'ordine. Per strada capita di avere davanti il 47 mentre la coda propone il 3: basta cliccare il numero nell'elenco e sara' quello a scendere al clic successivo. La casella sopra la coda cerca il numero quando ce ne sono troppi per trovarlo a occhio. Senza scelta tocca al primo, come prima; messo quel civico si torna a proporre la coda.
Lo stesso risultato si ottiene disegnando il civico a mano e scrivendo il numero nella scheda: se quel numero e' gia' in anagrafe e aspetta una posizione, non ne nasce un secondo — viene posizionato quello, e la console lo dice. Un numero gia' posizionato viene invece rifiutato: quello e' un doppione vero.
L'arco viene assegnato per prossimita', come per un civico disegnato a mano, e si puo' correggere dalla scheda. Numero, via e campi aggiuntivi non si toccano: quelli vengono dall'anagrafe, e un clic sulla mappa non e' il posto dove correggerli.
Per controllare a chi e' agganciato che cosa basta selezionare: scegliendo un arco si accendono dello stesso colore i civici che gli sono stati assegnati, e scegliendo un civico si accende il suo arco. Il legame e' un numero dentro una scheda e non si vedrebbe altrimenti; cosi' un civico finito sull'arco sbagliato si nota a colpo d'occhio. L'elemento selezionato resta piu' marcato di quelli che gli sono legati.
Il riquadro Via selezionata ha il pulsante Inquadra i suoi archi: porta la mappa su tutto quello che la via ha disegnato, archi e civici gia' posizionati. Si muove solo quando lo si chiede — lo stradario si scorre anche solo per leggerlo, e una mappa che salta a ogni riga farebbe perdere il punto su cui si stava lavorando.
Per non ridisegnare da zero una rete che esiste gia' c'e' uno strumento a riga di comando,
tools\importa-osm.ps1. Scarica le strade dentro il confine comunale, ne
ricostruisce la topologia — un arco fra un incrocio e l'altro, non un arco per ogni
tratto disegnato in OSM — converte le coordinate in EPSG:3004 e riscrive
grafo.xml e stradario.xml. Con -SoloProva dice che
cosa scriverebbe senza toccare niente; le copie precedenti finiscono in
App_Data\dati\storico.
I civici non vengono toccati: se puntavano agli archi di prima, dopo un'importazione puntano a codici che non significano piu' la stessa cosa e vanno riassegnati.
L'ultimo pulsante della barra degli strumenti, quello con le due frecce, apre lo scambio dati: si usa all'inizio e alla fine del lavoro, non mentre si disegna.
Un riferimento esterno — xrif, come si chiama in CAD — e' un disegno che arriva da fuori e si sovrappone a quello in corso, per ricalcarlo. Non e' uno sfondo: lo sfondo e' quello che sta sotto, e qui sono i temi cartografici. Serve per il rilievo di una lottizzazione, la planimetria di un comparto, una tavola che sul servizio cartografico non c'e'. Si carica un DXF in ASCII fino a 30 MB. Il file viene letto subito e ne resta solo la geometria: l'originale non viene conservato ne' pubblicato, e non finisce fra gli allegati — quella cartella e' servita da IIS, e la sua lista di estensioni ammesse e' chiusa apposta.
Vengono lette le entita' che compongono una pianta in due dimensioni: linee, polilinee, archi, cerchi, punti, testi e i blocchi, che in un rilievo sono ovunque. Restano fuori splines, tratteggi e tutto cio' che e' tridimensionale; quello che viene saltato viene contato, e il messaggio lo dice invece di lasciar credere che il file fosse vuoto. Un DXF binario viene rifiutato con l'indicazione di riesportarlo in ASCII.
Il riferimento si disegna in grigio sottile sopra a tutto il resto, con la trasparenza regolabile. Sta sopra perche' e' il disegno da ricalcare: se il grafo appena tracciato lo coprisse proprio dove si sta lavorando non servirebbe piu' a niente. Resta sotto al solo rombo dell'aggancio, che deve essere sempre leggibile. Non intercetta i clic: cliccando su una sua linea non succede niente, si seleziona solo quello che si puo' davvero modificare. Se ne possono tenere piu' d'uno e sceglierne uno per volta, o nessuno.
Vedere il disegno non basta: per ricalcarlo la punta deve cadere sullo spigolo del rilievo, non mezzo metro piu' in la. Il pulsante con il mirino, sulla barra degli strumenti, accende l'aggancio; lo stesso interruttore sta nella finestra dello scambio dati, con le sue regolazioni.
Ad aggancio acceso, mentre si traccia un arco, si sposta un vertice o si posiziona un civico, il punto scatta su quello che in CAD si chiama osnap, nell'ordine:
Un rombo rosso segna dove sta agganciando: senza un riscontro non si sa se la punta ha preso il vertice o sta cadendo a mano libera, e ci si accorge dell'errore solo dopo aver salvato. La tolleranza si sceglie fra sei e trenta pixel: stretta quando i dettagli sono fitti, larga quando si lavora da lontano.
Le esportazioni portano fuori il grafo e i civici.
ARCHI, CIVICI, NUMERI — cosi' in
CAD si possono spegnere i numeri e tenere solo le linee. Accanto c'e' anche
l'esportazione di tutto, per quando serve il grafo intero.Definisce quali campi hanno archi e civici, oltre a quelli che il grafo non puo' non avere (identificativo, geometria, nodi, via, numero, posizione). Quello che si dichiara qui compare subito nell'editor della toponomastica: non serve toccare il codice.
| Tipo | Come si presenta a chi compila |
|---|---|
| Testo libero | una casella, con un limite di caratteri che si decide qui |
| Numero | una casella; la virgola decimale viene accettata e convertita nel punto |
| Scelta da un elenco | una tendina con i soli valori ammessi |
| Si oppure no | una tendina a due voci |
Due cose da tenere presenti:
Vengono rifiutati: i nomi che il grafo usa per conto proprio (id,
lunghezza, codVia, x, y,
arco…), i nomi con spazi o che non cominciano per lettera, i nomi
ripetuti, e gli elenchi senza alcun valore ammesso.
Serve ai caricamenti massivi: rinominare duecento temi, riscrivere il catalogo dei contenuti collegati dopo una variante, riordinare i livelli di una tavola, caricare lo stradario da un archivio esterno. Cose che a mano non si fanno.
Gli elenchi che si scambiano sono cinque:
| Elenco | Che cosa contiene |
|---|---|
| Temi cartografici | un tema per riga, con livello, stile e shapefile di origine |
| Contenuti collegati | una classe per riga, con i suoi tre riferimenti |
| Livelli di una tavola | i livelli di una sola tavola; chiede quale |
| Stradario | codice e nome delle vie |
| Numeri civici | civici e coordinate, con i campi aggiunti in Struttura dei dati |
E' un CSV con il punto e virgola, che Excel apre con un doppio clic senza procedure di importazione. Salvandolo, va bene sia CSV UTF-8 sia CSV normale: le lettere accentate vengono riconosciute in tutti e due i casi. Conviene sempre partire da un'esportazione e correggere quella: la prima riga deve avere gli stessi nomi di colonna, altrimenti il file viene rifiutato. L'ordine delle colonne non conta, e le colonne in piu' vengono ignorate.
Sotto la scelta dell'elenco c'e' la tabella che spiega colonna per colonna che cosa ci va.
Una colonna segnata sola lettura viene esportata per essere consultata ma
ignorata quando si importa: e' il caso di pubblicato nei temi, che lo scrive
solo la verifica sul GeoServer.
Si fa in due tempi, e non e' un passaggio burocratico: un file sbagliato riscrive duecento voci in un colpo.
La scelta che cosa fare delle voci che il file non nomina e' la cosa a cui stare attenti. Lasciarle aggiunge e aggiorna soltanto, e non toglie mai niente: e' quella giusta quasi sempre. Toglierle fa diventare il file l'elenco intero, e cancella quello che non c'e' dentro: serve dopo un lavoro fatto davvero per intero fuori, e viene chiesta conferma prima di procedere.
Quello che viene rifiutato, e non e' poco:
Nei livelli di una tavola l'ordine delle righe e' l'ordine di disegno. Riordinando le righe nel foglio e reimportando con Toglierle si riordina la legenda in un colpo solo, senza spostare un livello alla volta con le frecce. La prova lo segnala a parte, perche' i conteggi guardano i valori e un riordino li lascia tutti identici: senza quell'avviso direbbe che non cambia niente proprio nel caso in cui si e' andati nel foglio apposta per riordinare.
App_Data\config\storico, come per ogni altro salvataggio: se il file
importato era sbagliato, si torna indietro da li'.
Dati dell'ente, testate del portale, cartografia e visualizzatore per Windows.
GeoServer di Web.config. Dietro un reverse proxy va indicato il
percorso interno, per esempio /geoserver. Il pulsante
Prova il GeoServer verifica l'indirizzo scritto a video, prima
di confermarlo;/viewer.aspx senza parametri. Attualmente
Sintesi. Senza questa impostazione si aprirebbe la
prima in ordine, che puo' essere quella con meno livelli pubblicati;EPSG:3004. Va cambiato solo
se cambia la cartografia sottostante;
Le credenziali di posta restano in Web.config e non passano da
qui: non devono essere modificabili da una pagina web.
Non c'e' alcun database. Tutto sta in file XML sotto App_Data, che il server web
non serve mai direttamente.
| Cartella | Contenuto |
|---|---|
App_Data\config |
configurazione: sito, profili, temi,
gruppi, link, sezioni,
attributi, utenti |
App_Data\dati |
dati operativi: stradario, grafo, civici,
luoghi, fogli, mappali,
statistiche |
App_Data\...\storico |
copie di sicurezza automatiche: le ultime 20 per la configurazione, le ultime 15 per i dati |
Ogni salvataggio conserva la versione precedente nella cartella
storico, con data e ora nel nome. Per tornare indietro si copia il file voluto
al posto di quello corrente: il portale se ne accorge da solo e rilegge, senza riavviare
nulla.
La scrittura e' atomica sull'intera operazione: quando una modifica tocca due archivi, prima vengono preparati entrambi e solo dopo sostituiti. Cosi' non puo' capitare che il grafo risulti aggiornato e i civici no. Se un file risulta momentaneamente occupato da un altro programma (sincronizzazione, antivirus) il salvataggio insiste qualche volta prima di arrendersi.
App_Data\dati\registro-toponomastica.log: una riga per ogni modifica a vie,
archi e civici, con data, operatore, azione ed elemento. E' testo separato da tabulazioni,
si apre con qualunque strumento;attachments\log.txt: registro tecnico degli errori e dei salvataggi. Ruota da
solo oltre i 2 MB.ConsoleSenzaAccesso in Web.config rimesso a False;<compilation debug="true"> rimesso a false: con la
compilazione di prova le pagine sono piu' lente, non vengono memorizzate dai browser
come dovrebbero, e gli errori mostrano dettagli interni a chiunque;